E' da qualche mese che sto esaminando per mio conto, in vari contesti tra questi anche quello lavorativo, il comportamento di
vari individui intorno a me. In particolar modo ed in certe circostanze fan
ridere i personaggi spazientiti e sospetti nei miei confronti solo
perchè non spiccico loro parola. Se codesti le uniche palle che
possiedono le tengono in bocca per sputarle fuori alle tue spalle
ciarlando con genti ancor più viscide, oppure, ogni volta che tali
piccole sagome inizian discorsi che di fondamento han la stessa utilità logica
e dianoia di un peto di cane durante un tornado, non ne ho colpe se
conseguentemente sogghigno e non dico nulla per pietà, lasciando il
qualsivoglia interlocutore col punto di domanda sulla fronte.
Sto
testando le stesse situazioni che Ekman ebbe con gli indigeni papuasi.
in certe situazioni i casi di mal confidenza emozionale emergono, ma li
erano indigeni, senza una cultura moderna e senza un incipit
sociocomportamentale canonico moderno...
Saluti
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