martedì 3 giugno 2014

benvenuti nell'era (o nella bolla) delle connessioni

Già navigare in una rete wifi pubblica (e.g. qualsiasi esercizio commerciale, l'hotspot ad accesso libero che si trova nella piazzetta di fronte a casa, ecc.) trasmettendo dati sensibili che vanno dagli accessi a conti bancari agli accessi ai social media è come mettersi una pistola carica alla testa e giocare alla roulette russa nella vana speranza che qualcuno non ci esuli anche dalle mutande che indossiamo; adesso, per giocare il carico della messa a novanta per gli utenti inetti di queste cose, vogliono rimpolpare la rete NFC per regolare qualsiasi cosa, dai pagamenti POS effettuati tramite un lettore collegato a smartphone all'apertura delle porte dei cessi pubblici.
Non dico di prospettarvi in un futuro roswelliano, perchè quelle sono solo barzellette dementi e complottiste, ma prima di collegarmi a qualsiasi cosa di intangibile, se fossi in ognuno di voi, darei uno sguardo in più a quello che mi circonda e un'attenzione maggiore a quello che viene fatto in rete.
Oltretutto, fatto sta che chi da sempre ha investito e innovato nel campo delle telecomunicazioni, difficilmente è finito senza una lira. 
Per finire, l'espansione incontrollata degli standard RFID ed in particolare dei NFC prevedo, non solo io, che porteranno a non pochi problemi. A legger poi di rumors che tags e lettori per il loro utilizzo saranno montati sul prossimo modello di Iphone e, contando particolarmente della portata del dispositivo, direi che i problemi legati ai probabili attacchi sulle reti wifi diventeranno solo la punta dell'iceberg se non, addirittura, preistoria.

Saluti

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