mercoledì 1 febbraio 2012

Long Way Round, the TRIP made in wrong way

E' bello solo l'ideale di lunga percorrenza ma per il resto il tutto ha troppa pubblicità, troppi soldi, troppi aiuti e specialmente danno troppe informazioni catastrofiche sui vari paesi e ambienti che attraversano.
Insomma son belle le musiche, i montaggi, l'idea di viaggio-avventura ma il tutto è reso troppo di plastica dai troppi soldi che ci girano intorno; per dirla tutta, presi da soli, non avrebbero mai fatto una roba del genere magari in solitaria, senza GPS, senza veicoli di supporto, senza sponsorizzazioni magari trovandosi anche ne bel mezzo del viaggio senza soldi in ricerca di un lavoro, perchè no in giappone, per pagarsi i chilometri rimanenti. Certe trovate sono belle ma troppo farsate, un pò come la città di Venezia o la sfinge egizia riproposta a Las Vegas: tutto bello ma sono pursempre prefabbricati. E se uno dice che il tutto è figo ma impossibile senza tutti quei soldi e aiuti vari ha perso in partenza, è meglio che ambisca ad una vita casa-lavoro-casa-lavoro.

Lo scioglimento dai freni ordinari della diligenza e dalle imposizioni quotidiane, la voglia di percorrere la strada, l'attrazione pragmatica per l'impulsività, il pensiero di avventura estremo, la voglia di libertà assoluta, una gradita compagnia, la pura necessità di conoscenza e il puro istinto che fanno largo accompagnandoti verso la linea oltre il quale nasce e muore il sole. Il viaggio e la vita dovrebbe essere pensata così.


"Una macchina veloce, l'orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada." J. Kerouac - On The Road

Saluti

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