Nel 2012 c'è metà popolazione mondiale con pensieri nietzscheani e metà che rassomiglia ai vaneggiamenti freudiani. E il sottoscritto in mezzo come divisore e neutrale a queste ventate di mentalità balorde.
Una metà si crede l'ecce homo, il superuomo che sa tutto, fa tutto e vive secondo lui nel modo giusto con le idee, a modo suo, giuste e che naturalmente disprezza tutto dell'altrui persona.
L'altra metà ha complessi mitomani di una propria centralità nel mondo dove però questo mondo, a detta sua, non lo capisce quindi questo lo porta ad un vittimismo duraturo per ogni situazione che prova a vivere e conseguentemente anch'esse caratteristiche portano al disprezzo naturale dell'altrui persona.
C'è un'aria di imbecillità che non mi piace.
Saluti
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